Di Brindisi Marisa

1 : lasciarsi incuriosire da quello che accade intorno

2 : restare umili e continuare ad imparare

Fotografare per fermare il momento: dal compleanno, alla scampagnata con la famiglia o alla gita scolastica. Una voglia nata così, sin dagli anni “80, in modo semplice  e senza formazione alcuna.

Studi letterari e collaborazione con diversi giornali hanno stimolato l’interesse per tutto quello che mi circonda.

L’approdo a Milano, città affascinante ma diversa dalle mie origini meridionali. La fotografia continua ad essere il racconto dei momenti di vita insieme a mio figlio.

Nel 2014 riesco a regalarmi una reflex e quindi mi iscrivo al Circolo Fotografico Milanese frequentando il corso base prima, quello di reportage con Ernesto Fantozzi e poi il laboratorio di racconto fotografico.

Partecipo ad un workshop in Uzbekistan con il fotoreporter Graziano Perotti. Occasione per osservare un popolo con tradizioni, cultura e modi di vivere differenti dai miei.

Da qui  una mostra come racconto di viaggio.

Ogni nozione lentamente si sedimenta lasciando una traccia nel modo di osservare.  E poi ci sono i miei di pensieri che ascolto e cerco di tradurre in foto.

 

 

PRINCIPALI PORTFOLI REALIZZATI

 

 

BUZKASHI – UZBEKISTAN,  2019

“Acchiappa la capra” è lo sport dei popoli delle steppe dell’Asia Centrale. Un centinaio di cavalieri o forse più, divisi in due squadre, pronti a contendersi la carcassa di una capra per lanciarla all’interno di un’area circolare.Siamo stati parte di quella corsa all’impazzata da una parte all’altra del campo, a rincorrere questo o quell’altro cavaliere insieme a 50 mila spettatori. Insieme a loro abbiamo esultato per vivere a pieno quel gioco e quel momento.

 

 

 

 

 

 

VIROLEGGIANDO – LOCKDOWN VS. OUTLOOK (confinamento vs prospettiva), 2020
Quarantena / Isolamento / Distanziamento

Le  nuove regole imposte dal nemico “invisibile”, beffardo, che insinuandosi nel ns quotidiano ci ha costretti, senza diritto di replica, a stare tutti a casa. Italiani:  popolo di abbracci, baci, popolo delle meravigliose strette di mano e delle pacche sulla spalla, delle canzoni sulla spiaggia e delle lunghe notti d’estate. Abito al piano rialzato e la mia finestra sulla strada da sempre è uno sguardo su quanto accade fuori. In questo tempo  è stata il mio occhio su un mondo sospeso. Unici rumori: le sirene delle ambulanze, lo sferragliare del tram. Dalla finestra, mentre sorseggio il mio caffè mattutino e guardo il palazzo di fronte ancora sonnecchioso, entra la luce… e per un tempo breve fanno capolino quei primi raggi di un timido sole di marzo. La primavera è quasi pronta ad esplodere . Ma io e noi tutti siamo in casa quasi a voler onorare la natura, che finalmente si riprende il suo magico ruolo da protagonista. Da questa primavera, sospesa in un tempo di attesa, sbocceranno nuovi modi di noi o semplicemente una mutata anima.

 

 

 

 

 

 

PICCOLA STORIA DI CAFFE’, 2020

Il caffè rappresenta un legame con la natura…con le ns origini. E’ da lì che si parte, con la parte più profonda di noi, dai chicchi. Il chicco è l’origine, da dove tutto comincia. Dove la madre terra ha il suo cuore e il ns animo alberga e trova riparo. Le mani rugose della nonna vengono da lontano  e sono mani che conoscono di un sapere saggio e originario. Sono mani che hanno vissuto il ciclo della vita, trasmettendo il proprio sapere e donando  amore  proprio come il chicco passa attraverso la polvere fino ad arrivare al calore per ricongiungersi alla sua natura.

 

 

 

 

FOTO SINGOLE

 

 

2018 – Cascina Nosedo, Milano

 

 

 

2019 – All’ombra del duomo, Milano

 

 

2019 – Le vite degli altri

 

 

2019 – La promenade, Nizza

 

 

 

2018 – Pristina, Kossovo

 

 

 

2019 – Terrazza Martini, Milano

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